
Romanzo
Lasciati assalire
Analisi di un rapace in picchiata
Manni Editori, 2026
Un falco pellegrino e il suo falconiere raccontano la propria esistenza in un’alternanza di flussi di coscienza e scene venatorie, compagni di caccia e sogni. Le due identità sembrano a tratti confondersi diventando indistinguibili. È un’educazione alla convivenza in cui l’animale impara ad adattarsi ai ritmi del suo padre-carceriere e scopre di amarlo, così come accade all’uomo, il quale guarda con orgoglio il falco che si perfeziona come predatore. Come in sedute di psicoanalisi, sono costretti a confrontarsi con ciò che sono, fino a una mutazione che apre alla possibilità di liberarsi dalle proprie catene e diventare altro.
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Centro Milanese di Psicoanalisi e la Società Psicoanalitica Italiana
Recensione a cura di Noemi Lucrezia Pepe
“Lasciati assalire” è un’esortazione, un invito al coraggio. Al coraggio di lasciarsi raggiungere da ciò che più temiamo, la nostra parte oscura, primordiale e istintuale. Quella parte che spesso cerchiamo di tenere a distanza, di controllare o addomesticare, ma che continua a bussare alla porta della coscienza. Michele Casiraghi sembra suggerirci che solo accogliendo ciò che ci assale possiamo davvero conoscerci. È un invito a rallentare la voracità del vivere, a interrompere la corsa incessante verso un altrove e a sostare, finalmente, dentro di sé.
Vai al blog per leggere di piùIntervista con Marco Denti – Gli orti del Pellicano
La comunità, apparentemente luogo della diversità, diventava un osservatorio da cui guardare quelli che stavano fuori; alla fine non erano più così distinguibili. Gli ospiti cercavano un’altra vita, ma anche io, avevo rovesciato lo sguardo: chi è dentro? Chi è fuori? Chi è normale? Chi è privilegiato? In Lasciati assalire succede qualcosa di analogo: sembrano esserci categorie chiare: falconiere/falco, addestratore/addestrato, libertà/prigionia, bene/male, si crede di sapere chi educa e chi viene educato. Poi le identità si contaminano fino quasi a diventare indistinguibili. Mi sono accorto che già allora mi interessava far saltare un confine. In Adesso come adesso era quello tra quelli “dentro” e quelli “fuori”. In Lasciati assalire è quello tra l’animale e l’uomo.
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Lo stile del falco è nitido, preciso, in rilievo. È un rapace, un predatore, segue l’istinto e la fame. Il falconiere è pieno di dubbi, incertezze, tentennamenti. È umano. Tra i due si sviluppa un’assiduità, una forma di dipendenza che li lega e nella reciprocità si manifesta come “un donare libero verso qualcosa di inafferrabile”. Le esigenze del falco sono semplici, spontanee, naturali. Aria, luce, acqua e sangue. Quelle del falconiere sono più complesse, a tratti nebulose: solo nel volatile, nella bellezza e nell’elegante essenzialità dei comportamenti, trova un riscontro tangibile. Il falco è sincero e conferma: “Lasciai presto il nido, nutrivo il bisogno di scoprire il mondo. Non era solo una curiosità ma una vera necessità”. Dalla madre, che lo accudiva e lo sfamava, al falconiere che lo lega, lo incappuccia, lo addestra. I bisogni primordiali sono appagati, forse la libertà ha un prezzo, e il falco si lascia sfuggire, con una saggezza tutta sua, che “basta sorvolare e tutto scorreva meglio”, e non è difficile cogliere la sottile ironia del caso. Eppure la simbiosi tra i due, per quanto riuscita, rimane provvisoria. L’Analisi di un rapace in picchiata osserva aspettative, limiti, opzioni, contraddizioni di un legame, mettendo in risalto il ruolo dell’altro, che, nel migliore dei casi, è imprevedibile ed è sempre così, non soltanto tra uomo e animale. L’equilibrio si incrina con un colpo di scena del tutto accidentale, ma efficace, che apre scenari inesplorati. Da quel momento, il falconiere, una volta conclusa la caccia ed espletati i rituali verso il falco è preda di affanni molto umani, troppo umani: “Non riesco a separarmi dalla sensazione che la vita sia avvolta dalla menzogna, da una farsa che si estende al modello culturale, politico e sociale di cui tutti si lamentano. Quell’angoscia nascosta nasconde un disegno più grande della maschera quotidiana, che non riesce a cadere”. Le parole di Shakespeare, Schopenauer, Bulgakov, Spinoza, Goethe, Freud, Plotino, Dante, per quanto richiamate nel corso di Lasciati assalire, concedono soltanto ipotesi e risposte parziali: il falconiere, ammiratore più di tutti di Oscar Wilde, riconosce che “un confronto con l’altro è lo specchio che riflette le cose al di qua della barricata”. Nella somma di vincoli tra falco e falconiere, la trasformazione che sottintende Lasciati assalire è imponderabile come l’agguato a una pernice ai margini di un bosco ed è lì che Michele Casiraghi trova una voce essenziale e raffinata, capace di attraversare più livelli di interpretazione e di attribuire alle personalità del falco e del falconiere i giusti connotati, anche quando si confondono all’interno di un rapporto ispido e di un dialogo improbabile, rendendo credibili i rispettivi tormenti. Lasciati assalire è un esordio originale e coraggioso quando prova a spiegare che “la natura è feroce e anche se proviamo a contrastare qualche raggio efferato, prima o poi girato l’angolo ci trafigge. Accettare la sensibilità e la debolezza, tenere il cuore scoperto e annegare arroganza e aggressività, è una difficile impresa. È in questi stati di apertura che le cose succedono e il mondo ti accoglie”. Il volo superbo del falco nel cielo sgombro di nuvole e i passi notturni del falconiere sugli antichi e levigati ciottoli della città stanno agli antipodi, ma hanno in comune la bellezza della vulnerabilità e dato che “il potenziale dell’imperfezione è troppo sottovalutato”, Lasciati assalire brilla nei contrasti di rifrazioni e ombre e nel conflitto di esseri (umani e non) che provano a trovare un accordo con se stessi.
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… Michele Casiraghi presenta «Lasciati assalire» – Alle 11.45 sarà invece la volta di Michele Casiraghi, film maker e fotografo milanese da tempo legato alla comunità Il Pellicano. Proprio qui ha girato e diretto il pluripremiato cortometraggio Adesso come adesso (2011).
Vai al blog per leggere di piùLa voce dei lettori
16 recensioni su Amazon
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Il coraggio di lasciarsi assalire
Non è un libro sulla falconeria, è un libro che usa la falconeria come lingua per parlare di tutto il resto: la libertà, la disciplina, la fame che non sappiamo nominare. Non si arriva a se stessi salendo sopra le proprie ombre, ma scendendoci dentro: la fame, l’istinto, la malinquietudine, tutto va attraversato, non spiegato. Non è una lettura consolatoria, è un testo che ti costringe a guardarti dentro con onestà, capitolo dopo capitolo. Un romanzo intenso, che fa vivere l’esperienza di attraversare le proprie parti più scomode per poterle finalmente abitare: da leggere e da consigliare a chiunque abbia il coraggio di lasciarsi, appunto, assalire.
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Anima profonda
Coinvolgente, dalle diverse emozioni, capitolo dopo capitolo vuoi scoprire cosa accade nei successivi passi. La sensibilità nel racconto porta alla luce diversi aspetti della vita, non solo umana; nei passaggi riferiti all’arte della falconeria si coglie l’equilibrio che si deve instaurare con il rapace per costruire un rispetto reciproco…consigliata la lettura
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Per chi ha il coraggio di lasciarsi assalire
Le metafore potenti e la scrittura intensa di questo libro accompagnano il lettore in un viaggio di consapevolezza, tra fragilità, domande e rinascita. Un testo autentico e intenso che consiglio a chi ha il coraggio di guardarsi dentro, mettersi in discussione e cercare il proprio vero sé.
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Da leggere e rileggere. E da approfondire
Libro da’ leggere e rileggere. Talmente denso di elementi, che è difficile coglierli tutti alla prima lettura. Un crescendo che appassiona e che colpisce dove le porte sono aperte. bellissimo espediente l’appassionante racconto della falconeria, anche per i più ignoranti in materia
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Perché è giusto lasciarsi assalire
Leggere Lasciati assalire di Michele Casiraghi avendo la fortuna di conoscere personalmente Michele mi ha condotta all’inizio a cercare l’autore dietro le pagine, ne ho riconoscono alcuni tratti del modo di guardare le cose, della sua sensibilità, della sua curiosità. Poi, però, ci si accorge che il libro chiede qualcosa di diverso: non tanto di cercare l’autore nel falconiere, quanto di chiedersi dove finisca il falconiere e dove cominci il falco e da lettrice finisci per chiederti chi stia davvero osservando chi, e se il libro non parli un po’ a ciascuno di noi. Non siamo semplicemente davanti a una storia di falconeria, né a un racconto naturalistico. La falconeria diventa una lingua attraverso cui parlare di altro: della relazione con sé e soprattutto della libertà interiore. L’addestramento presuppone il controllo, ma il volo presuppone la possibilità di perdere il controllo. Il falco deve poter andare via perché possa scegliere di tornare e tutto questo in un dialogo interiore intenso. Un libro di introspezione, un viaggio interiore dell’autore faticoso e liberatorio perché è giusto lasciarsi assalire.
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Non volare più in alto. Vola più a fondo
Leggere Lasciati assalire conoscendo intimamente l’autore rende inevitabilmente difficile separare il libro dalla persona. In alcune pagine mi è capitato di chiedermi dove finisse il falco, dove iniziasse il falconiere e, soprattutto, quanto di Michele ci fosse in entrambi. È un libro che apparentemente racconta il rapporto tra un falco pellegrino e il suo falconiere, ma che in realtà parla soprattutto del rapporto che abbiamo con noi stessi. Il falco è istinto, desiderio, aggressività, libertà; il falconiere è controllo, razionalità, regola. All’inizio sembrano due mondi contrapposti, ma andando avanti questa separazione si fa sempre meno evidente, fino a suggerire che non sia necessario scegliere tra l’uno e l’altro. Bisogna imparare a riconoscerli entrambi. Mi è rimasto particolarmente impresso il concetto di “malinquietudine”: quella strana combinazione di malinconia e inquietudine che nasce quando percepiamo che ci manca qualcosa senza riuscire esattamente a capire cosa. Forse sono possibilità che non abbiamo vissuto, desideri che non abbiamo ascoltato o semplicemente parti di noi che abbiamo preferito tenere sotto controllo. Ed è qui che, per me, acquista senso il titolo. Lasciarsi assalire significa avere il coraggio di non scappare da quello che arriva da dentro. Anche dalle parti meno comode: aggressività, paura, fragilità, desiderio. Non necessariamente per assecondarle, ma per conoscerle e trovare il modo di integrarle in ciò che siamo. Leggendolo ho pensato più volte a Il gabbiano Jonathan Livingston. Anche lì un uccello e il volo diventano metafore della libertà e della ricerca di sé. Ma trovo affascinante che i due percorsi vadano quasi in direzioni opposte: Jonathan vola verso l’alto, cercando di superare i propri limiti e diventare qualcosa di più; il falco di Michele va in picchiata, verso l’interno, costringendoci a guardare anche quello che normalmente preferiremmo evitare. Forse è proprio questa l’idea che più mi è rimasta del libro: non dobbiamo necessariamente diventare una versione perfetta di noi stessi, ma una versione più completa.
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Falconeria, animo umano, caccia
Ci sono libri che raccontano una passione e libri che la trasformano in una lente attraverso cui osservare l’uomo; questo scritto appartiene alla seconda categoria. La falconeria come punto di partenza, ma il vero protagonista è il rapporto tra libertà, disciplina e ricerca di sé. Il falco non è soltanto un rapace addestrato: diventa il riflesso delle inquietudini, delle paure e delle aspirazioni dell’uomo che lo accompagna. È una metafora che attraversa continuamente il testo senza risultare artificiosa. È una lettura non da tutti, perché sensibile e profonda.
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La Cugi ed il manoscritto
In poche pagine c’è così tanto! Devo rileggerlo, molto mi sarà sfuggito alla prima lettura. Denso, toccante, introspettivo, difficile da dimenticare. Esattamente il contrario di un libro banale. Dentro c’è tutto dello scrittore per chi lo conosce ma è un aiuto a guardarsi dentro per il lettore. In un mondo che corre veloce, fermiamoci a pensare a quanto questo libro ci insegna.
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Un romanzo visionario tra falconeria e mondo interiore
Un libro sorprendente e intenso, che attraverso la voce di un falco e il rapporto con il suo falconiere racconta le emozioni più profonde: la fame, la rabbia, la solitudine, il bisogno di legami. Il linguaggio poetico e visionario, che ricorda quello dei sogni, lo rende una lettura unica nel panorama della narrativa italiana contemporanea. Per chi ama i romanzi introspettivi, la psicoanalisi, la natura e gli animali come specchio dell’animo umano.
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Un romanzo intenso, intimo e profondo!
Una lettura emozionante e delicata, che resta addosso anche dopo aver chiuso il libro. È un romanzo in cui il rapporto con un rapace diventa uno strumento per esplorare la mente e le emozioni umane. Viene usata questa relazione per parlare di fragilità. Una storia che usa il mondo della falconeria per parlare di ciò che riguarda tutti: sentirsi diversi, amare, perdere. Nel libro il falco è uno specchio interiore: attraverso di lui emergono parti nascoste, aggressive, fragili, vitali. È un romanzo su come si attraversa il buio, su come si impara a conoscersi e su come, alla fine, una relazione può trasformare la fine in un nuovo inizio.
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Super consigliato
Libro che consiglio assolutamente. Da rileggere, come il Piccolo Principe che dopo ogni lettura, anche a distanza di tempo, fa sempre scoprire qualcosa di più profondo. Gabriella
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Da leggere e rileggere
Ha usato il falco come strumento per esprimere il suo mondo di dentro. Ci sono alcune metafore dove arrivano dei deja vu e mi soffermo a pensare a periodi della mia vita. Una volta non mi é bastata, interessante e profondo.
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Un libro che parla a tutti
Un libro che, attraverso metafore semplici e profonde, racconta esperienze di vita in cui è facile ritrovarsi. Scritto con grande sensibilità e uno stile coinvolgente, riesce a emozionare e far riflettere. Davvero un bellissimo libro, consigliatissimo.
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Romanzo o saggio?
Il classico libro che ha tanti livelli, a seconda della struttura e profondità del lettore. Tipo il piccolo principe per intenderci. Una via di mezzo fra un romanzo e un saggio. Imperdibile! Una persona l’ha trovato utile Utile
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Autentico, intimo e profondamente toccante.
Un libro che sa fare male nel modo giusto: una lettura intensa che lascia il segno.
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Un saggio delicato su diversità, fame emotiva e solitudine.

